Marino Girolami dirige, con lo pseudonimo di Franco Martinelli, il capitolo finale della "trilogia del Commissario". Protagonista della mini saga è il Commissario Betti/Maurizio Merli, volto iconico quest'ultimo del poliziottesco italiano, tutore dell'ordine tanto coraggioso e votato al sacrificio quanto poco incline al rispetto dei superiori e soprattutto delle regole. L'intero filone del cinema nostrano, che ebbe un grande ma effimero successo nella seconda metà degli anni '70, è costruito intorno a un ben preciso cliché del poliziesco a stelle e strisce, e ne accentua i caratteri individualisti e (sommariamente) giustizialisti fino a rendere plausibili le accuse di ideologia fascistoide che avevano colpito anche i suoi predecessori made in USA , a cominciare da "Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo". "La polizia ringrazia" di Steno (1972) aveva dettato tempi e temi di un genere molto più debitore dell' hard boiled americano...