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Visualizzazione dei post da agosto, 2023

Film: Zeder (1983)

Sette anni dopo " La casa dalle finestre che ridono ", Pupi Avati torna ad ambientare un horror nella bassa pianura Padana; questa volta però l'azione si sposta dalla foce del Po alla riviera romagnola e il soggetto (scritto dal regista, mentre alla sceneggiatura hanno collaborato Antonio Avati e Maurizio Costanzo), sotto certi aspetti debitore di Lovecraft, è decisamente più virato verso il soprannaturale. Geniale è in primo luogo la scelta delle location: a parte Bologna, dalla quale il racconto prende le mosse e che non è priva di un certo fascino sinistro, far svolgere una storia che parla di esperimenti segreti per far tornare in vita i morti nella terra della piadina e di Raoul Casadei (in piena estate, per giunta) denota un certo coraggio, come ebbe a riconoscersi lo stesso Pupi Avati in un making of di qualche anno fa. L'amenità dei luoghi non va però a discapito della tensione, che anzi cresce implacabile fino all'angoscia delle sequenze finali, dove bu...

Film: Il Mucchio Selvaggio (1969)

Come tutti i film che hanno segnato un'epoca, il capolavoro di Sam Peckinpah sfugge alle classificazioni e alle etichette. Esso rappresenta senza dubbio un punto di svolta nella storia del suo genere: il West, come luogo filmico, non è stato più lo stesso dopo le scorribande del "mucchio". C'è stato, tutt'al più, spazio per l'elegia ("Butch Cassidy" di George Roy Hill, "Pat Garrett e Billy the kid", dello stesso Peckinpah), per le storie di vendetta con un occhio al soprannaturale ("Lo straniero senza nome" e "Il cavaliere pallido" di Clint Eastwood), per la nostalgia ("Silverado" di Lawrence Kasdan), per il revisionismo ("Balla coi lupi" di Kevin Costner, " Gli Spietati ", ancora di Eastwood). Ma lo spirito del West, sostiene qualcuno, è morto con le "gesta" dei delinquenti del "mucchio".  Delinquenti, appunto: questo è uno dei tratti che ne fanno un western assolutament...