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Film: Il cavaliere della valle solitaria (1953)

George Stevens dirige, da un soggetto di Jack Schaefer, la più classica delle storie del West. Un gruppo di agricoltori e le loro famiglie subiscono le angherie di un ricco allevatore senza scrupoli, che vorrebbe cacciarli dalle terre che coltivano per farne pascoli per le sue mandrie. L'arrivo di uno straniero misterioso, che si schiera dalla parte dei contadini, cambierà drasticamente i rapporti di forza in campo ma alzerà anche il livello dello scontro, fino all'inevitabile resa dei conti finale. Oscar per la migliore fotografia, il film dipinge in modo partecipe la bellezza dei paesaggi, soffermandosi in maniera particolare sul contrasto tra i toni scuri e freddi del villaggio, sede del malvagio Ryker, fatti di terra, fango, e interni bui e angusti, e il rigoglio e gli spazi aperti della vallata oggetto della contesa.  Quanto al tema, siamo decisamente nell'ambito del western classico, dove non c'è dubbio da quale parte stiano la Ragione e il Bene, e dove l'eroe...

Film: Nodo alla gola (1948)

Spesso considerato un capitolo minore della filmografia di Hitchcock, Nodo alla gola è in realtà all'altezza dei lavori migliori del regista; ma all'epoca della sua uscita nelle sale dovette scontare, oltre all'accoglienza tiepida della critica, anche l'ostracismo di alcuni distributori, per via dei due temi che tratta (uno esplicitamente, l'altro in maniera velata): l'immoralità dei due protagonisti, che li spinge a commettere un omicidio e a cercare di giustificarlo e di nasconderlo, e la loro omosessualità.  Brandon e Philip sono due ricchi giovani che vivono in un lussuoso attico di New York: nella primissima scena, li vediamo con indosso dei guanti e con una corda stretta intorno al collo di un altro giovane, che - scopriremo in seguito - è (anzi era) un loro amico e si chiamava David.  Un crimine evidentemente premeditato, viste le modalità; come se non bastasse, per quella sera i due hanno organizzato un ricevimento a cui sono invitati, oltre ad alcuni co...

Film: Gli spietati (1992)

Clint Eastwood torna al western sette anni dopo "Il cavaliere pallido", e dirige la sua opera migliore in questo genere. Il film incassa - tra gli altri riconoscimenti - due Golden Globe (miglior regia e miglior attore non protagonista) e quattro Oscar: miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior montaggio e miglior film, diventando il terzo western della storia del cinema premiato con l'Oscar più importante, dopo "I pionieri del West" (1931) e "Balla coi lupi" (1990) di Kevin Costner. Basato su una sceneggiatura scritta negli anni '70 da David Webb Peoples (co-autore di Blade Runner) e già opzionata da Francis Ford Coppola, Gli spietati porta avanti un lavoro di decostruzione lungo due binari paralleli: da un lato inserendosi nel filone revisionista iniziato negli anni '60 da John Ford, sposato dagli spaghetti-western, proseguito da autori come Sam Peckinpah e volto a demitizzare il West, promuovendo al rango di eroi uomini dal pas...

Film: L'uomo che uccise Liberty Valance (1962)

Il western classico implode e decreta la sua stessa fine, ad opera di colui che più di tutti ne aveva costruito il mito. "Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda". L'uomo che uccise Liberty Valance segna appunto lo spartiacque tra il western classico e il western moderno. John Ford abbandona gli spazi aperti della Monument Valley, teatro di Sentieri Selvaggi e di altri suoi capolavori, torna al bianco e nero dopo dodici anni e sceglie un'ambientazione cupa e claustrofobica, girando in interni buona parte del film. Il senatore Ransom Stoddard (James Stewart) e la moglie tornano a Shinbone, paese di origine di lei, per assistere al funerale di un certo Tom Doniphon (John Wayne), che quasi nessuno a parte loro sembra ricordare.  Inizia un lungo flashback, durante il quale Stoddard rivive il suo arrivo in città anni prima, quando - giovane procuratore legale fresco di studi - nutriva l'ambizione di convertire alla civiltà e alla ragio...

Film: Una calibro 20 per lo specialista (1974)

La Malpaso di Clint Eastwood produce l'esordio alla regia di Michael Cimino.  Un gangster veterano (Eastwood), che si finge un prete per nascondersi dai suoi ex complici, convinti che abbia intascato l'intero bottino della loro ultima rapina, incontra per caso un giovane sbandato (Jeff Bridges) che gli propone di rimettere insieme la banda per un ultimo colpo. Un po' noir, un po' road movie, è tanto serrato nelle scene d'azione quanto delicato nel descrivere il rapporto tra i due protagonisti, quasi un rito di iniziazione che il "vecchio" gangster Eastwood conduce con pazienza e dolcezza, accantonando per un po' il cinismo dei personaggi che lo hanno reso famoso, dal bounty killer dei western di Sergio Leone all'ispettore Callaghan. Eccellenti anche i comprimari: George Kennedy dà una delle sue migliori interpretazioni nel ruolo del torvo Red Leary, e Geoffrey Lewis non è da meno nei panni di Goody, il dimesso autista della banda. Una colonna sonor...

Film: La notte dei morti viventi (1968)

E' difficile esagerare l'importanza che il capolavoro di George A. Romero ha avuto e continua ad avere nella storia del cinema, e ciò per vari ordini di motivi. In primo luogo, esso ha segnato la nascita dell'horror moderno. Con pochissime eccezioni (una delle più significative è forse "L'ultimo uomo della Terra" del 1964, tratto da un romanzo di Richard Matheson di cui lo stesso film di Romero è debitore), fino ad allora l'horror era stato soprattutto una questione di fantasmi, case infestate, e in genere forze soprannaturali, magari imprudentemente evocate, che insidiavano la vita di persone, villaggi, città o del mondo intero. E, altro elemento fondamentale sul quale ritorneremo, il pericolo rappresentato dall'entità malefica di turno innescava nella maggior parte dei casi un meccanismo di solidarietà all'interno di una comunità minacciata, o di un gruppo di sopravvissuti. Con La notte dei morti viventi invece l'orrore si fa reale, abbandona...

Film: Cani arrabbiati (1974)

Mario Bava dice la sua nel poliziesco e - come già nell'horror - sale in cattedra. Dopo una rapina, tre malviventi senza scrupoli prendono in ostaggio una donna, un uomo e il suo figlioletto malato, che ha bisogno di cure urgenti. Ma la via di fuga è costellata di imprevisti, e i contrasti che emergono all'interno della banda non fanno che complicare la situazione. Girato nel 1973 ma rimasto inedito fino al 1995 a causa del fallimento del produttore originario, si svolge quasi interamente all'interno di un'automobile, affidandosi a dialoghi serrati e allo studio delle varie personalità in gioco (il capo freddo e calcolatore, gli scagnozzi sanguigni e brutali, la donna terrorizzata) per costruire una tensione che monta implacabile, a tratti si fa insostenibile e conduce a un finale inaspettato. Tasso di violenza ben al di sopra degli standard del genere: George Eastman/Luigi Montefiori e Don Backy fanno letteralmente venire i brividi. Cinico.