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Film: L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente (1972)

Uscito nel 1972 con il titolo "The Way of the Dragon" (e nel 1974 negli States come "Return of the Dragon"), segna il debutto di Bruce Lee dietro la macchina da presa, dopo la rottura con Lo Wei, che aveva diretto i suoi primi due film.  Prodotto dalla leggendaria Golden Harvest di Raymond Chow, introduce elementi di comicità allora inediti nel genere, legati soprattutto alla goffaggine di Chen-Bruce Lee nell'adattarsi ai costumi occidentali, e che di fatto inaugurano quel filone del cinema di arti marziali che farà la fortuna - tra gli altri - di Jackie Chan. E, altro dato degno di nota, dà al cinema di Hong Kong una dimensione internazionale: non solo perché sposta fisicamente l'azione in Europa, ma anche perché ingaggia per l'occasione due dei più noti martial artists americani dell'epoca: Chuck Norris, campione dei pesi medi di karate per 7 volte consecutive, e Robert Wall, cintura nera 8° dan e suo allievo nel film e nella vita. Lao Shan (Nora ...

Film: Il braccio violento della legge (1971)

Sono due i film che, all'inizio degli anni '70, hanno segnato un punto di svolta nel cinema poliziesco, di fatto inaugurando l'era moderna del genere.  Uno di questi è "Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo" ("Dirty Harry", 1971) di Don Siegel, con Clint Eastwood nei panni del personaggio destinato a diventare il poliziotto più famoso della storia del cinema, insofferente alle regole e al sistema, cinico, disilluso e disposto a usare metodi poco ortodossi, quando non brutali, per raggiungere il suo scopo. Al di là delle risibili accuse di propagandare un'ideologia fascistoide, il film fissa - sul piano stilistico ma soprattutto dal punto di vista tematico - gli standard per il poliziesco a venire (il cosiddetto hard boiled) : l'eroe è un cane sciolto, animato dalla volontà di giustizia ma poco incline al rispetto delle regole e dei superiori, fedele a un proprio codice morale che spesso mal si combina con quello che l'istituzione vorreb...

Serie TV: Miami Vice (1984-1990)

Alcuni la considerano la più grande serie di tutti i tempi; sicuramente si è trattato di un punto di svolta cruciale nella storia degli show televisivi, e non solo di quelli polizieschi. Miami Vice ha letteralmente rivoluzionato il modo di concepire una serie TV, e lo ha fatto da diversi punti di vista.  Innanzitutto, sotto il profilo estetico. Il produttore Michael Mann ha imposto uno stile ben preciso, che sotto l'aspetto delle scelte cromatiche insiste sulle tinte pastello (arrivando al punto di fare appositamente ridipingere intere facciate di edifici art-deco del quartiere di South Beach, all'epoca in stato di degrado) e che in generale segna un netto cambio di rotta rispetto ai police procedurals degli anni '70 e '80: i soprabiti dimessi del Tenente Colombo e le cravatte dell'ispettore Derrick lasciano il posto ai blazer di Armani, e la moda gioca un ruolo primario nel definire il tono medio degli episodi. Gianni Versace e Hugo Boss furono consulenti della s...

Film: Il cavaliere della valle solitaria (1953)

George Stevens dirige, da un soggetto di Jack Schaefer, la più classica delle storie del West. Un gruppo di agricoltori e le loro famiglie subiscono le angherie di un ricco allevatore senza scrupoli, che vorrebbe cacciarli dalle terre che coltivano per farne pascoli per le sue mandrie. L'arrivo di uno straniero misterioso, che si schiera dalla parte dei contadini, cambierà drasticamente i rapporti di forza in campo ma alzerà anche il livello dello scontro, fino all'inevitabile resa dei conti finale. Oscar per la migliore fotografia, il film dipinge in modo partecipe la bellezza dei paesaggi, soffermandosi in maniera particolare sul contrasto tra i toni scuri e freddi del villaggio, sede del malvagio Ryker, fatti di terra, fango, e interni bui e angusti, e il rigoglio e gli spazi aperti della vallata oggetto della contesa.  Quanto al tema, siamo decisamente nell'ambito del western classico, dove non c'è dubbio da quale parte stiano la Ragione e il Bene, e dove l'eroe...

Film: Nodo alla gola (1948)

Spesso considerato un capitolo minore della filmografia di Hitchcock, Nodo alla gola è in realtà all'altezza dei lavori migliori del regista; ma all'epoca della sua uscita nelle sale dovette scontare, oltre all'accoglienza tiepida della critica, anche l'ostracismo di alcuni distributori, per via dei due temi che tratta (uno esplicitamente, l'altro in maniera velata): l'immoralità dei due protagonisti, che li spinge a commettere un omicidio e a cercare di giustificarlo e di nasconderlo, e la loro omosessualità.  Brandon e Philip sono due ricchi giovani che vivono in un lussuoso attico di New York: nella primissima scena, li vediamo con indosso dei guanti e con una corda stretta intorno al collo di un altro giovane, che - scopriremo in seguito - è (anzi era) un loro amico e si chiamava David.  Un crimine evidentemente premeditato, viste le modalità; come se non bastasse, per quella sera i due hanno organizzato un ricevimento a cui sono invitati, oltre ad alcuni co...

Film: Gli spietati (1992)

Clint Eastwood torna al western sette anni dopo "Il cavaliere pallido", e dirige la sua opera migliore in questo genere. Il film incassa - tra gli altri riconoscimenti - due Golden Globe (miglior regia e miglior attore non protagonista) e quattro Oscar: miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior montaggio e miglior film, diventando il terzo western della storia del cinema premiato con l'Oscar più importante, dopo "I pionieri del West" (1931) e "Balla coi lupi" (1990) di Kevin Costner. Basato su una sceneggiatura scritta negli anni '70 da David Webb Peoples (co-autore di Blade Runner) e già opzionata da Francis Ford Coppola, Gli spietati porta avanti un lavoro di decostruzione lungo due binari paralleli: da un lato inserendosi nel filone revisionista iniziato negli anni '60 da John Ford, sposato dagli spaghetti-western, proseguito da autori come Sam Peckinpah e volto a demitizzare il West, promuovendo al rango di eroi uomini dal pas...

Film: L'uomo che uccise Liberty Valance (1962)

Il western classico implode e decreta la sua stessa fine, ad opera di colui che più di tutti ne aveva costruito il mito. "Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda". L'uomo che uccise Liberty Valance segna appunto lo spartiacque tra il western classico e il western moderno. John Ford abbandona gli spazi aperti della Monument Valley, teatro di Sentieri Selvaggi e di altri suoi capolavori, torna al bianco e nero dopo dodici anni e sceglie un'ambientazione cupa e claustrofobica, girando in interni buona parte del film. Il senatore Ransom Stoddard (James Stewart) e la moglie tornano a Shinbone, paese di origine di lei, per assistere al funerale di un certo Tom Doniphon (John Wayne), che quasi nessuno a parte loro sembra ricordare.  Inizia un lungo flashback, durante il quale Stoddard rivive il suo arrivo in città anni prima, quando - giovane procuratore legale fresco di studi - nutriva l'ambizione di convertire alla civiltà e alla ragio...