Terzo capitolo della saga dei Morti Viventi di George A. Romero.
Florida, anni '80: in una base sotterranea, un gruppo di scienziati coadiuvato da un'unità militare cerca di comprendere e invertire il processo che ha trasformato la maggior parte della popolazione in orde di zombie affamati di carne umana.
Molto più di un horror, ma allo stesso tempo radicale come pochi horror sanno essere, e dotato di un ferreo rigore morale. Gli effetti e il make up di Tom Savini si spingono a livelli di gore quasi insostenibili, ma forte è - come sempre in Romero - la valenza politica: soprattutto in una società allo sbando, la scienza, la ragione sono l'unico argine contro le derive autoritarie, e alla fine persino gli zombie si fanno preferire al potere costituito (rappresentato qui dai militari), ottuso, disumano e in definitiva autodistruttivo.
Un gioiello, per stomaci (e cervelli) forti.
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