Capolavoro dell'horror italiano, secondo solo al miglior Mario Bava.
Pupi Avati ha l'intuizione geniale di trasformare la Bassa Padana sonnacchiosa e assolata in un teatro di perversioni e brutalità che - grazie a un sapiente dosaggio della suspense - alimentano tensione e colpi di scena senza tregua; e un gruppo di attori particolarmente ispirato fa il resto: Lino Capolicchio è credibile nel ruolo del protagonista, Gianni Cavina memorabile in quello dell'autista ubriacone che sa più di quanto dovrebbe.
Un paio di fotogrammi di questo film valgono l'intera carriera di Dario Argento.
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